Recensione ~ L’orso e l’usignolo

In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l’inverno dura la maggior parte dell’anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la storia del re dell’inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è una bambina come le altre, può “vedere” e comunicare con gli spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare, finché la sua matrigna e un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i culti tradizionali, compromettono gli equilibri dell’intera comunità…

Classificazione: 3 su 5.

Da quanto tempo volevo leggere questo libro? Una vita e mezza, forse. Sono affascinata dall’ambientazione e dal folklore russi, e il fatto che questa si presentava come una fiaba mi aveva attirato dal primo momento. Con questa copertina, poi. Alla Fanucci piace vincere facile.

Eppure… eppure alla fine devo ammettere che non mi è piaciuto quanto speravo. Innanzitutto non ha della fiaba, perchè per quanto le fiabe siano crudeli – e tutti lo sappiamo – quando si dice questa parola non si evoca solo la parte crudele e spaventosa della storia. Qui invece io ci ho ritrovato più del dark fantasy, quando non scivola proprio nell’horror. Altro che fiaba. Pochi libri sono riusciti a farmi fare gli incubi, nella mia vita, e questo finisce decisamente nella lista.

A parte la cupezza e i tratti horror, però, devo ammettere che è stata una buona lettura. I personaggi mi sono piaciuti molto, e anche se c’erano tutti i personaggi della favola – la tata anziana, la matrigna e la sorellastra, il papà che resta vedovo – non ci sono stereotipi. Ho adorato letteralmente Aleska, il fratello della protagonista: credo sia uno dei personaggi meglio riusciti e il modo in cui vuole bene a Vasja è adorabile. Anche il magico protagonista maschile mi ha intrigata molto, ricordandomi un po’ Howl del cartone di Miyazaki. Vasja è una tipa tosta, non c’è che dire. Purtroppo in diverse cose – e in diverse scene, parliamo del suo feeling con i cavalli per esempio – mi ha ricordato Elsa di Frozen II e quindi non mi ha fatto impazzire. È solo una associazione di idee, non una scopiazzatura ma tra il freddo, i cavalli e la voglia di capire perchè è diversa dalla sua famiglia me l’ha richiamata molto!

Il finale è aperto, interessante, non lascia amareggiato chi decide di non continuare ma fa venire voglia di andare avanti. Io non penso proseguirò, ma perchè appunto mi ha causato gli incubi, è davvero troppo “dark” per me. Però se si apprezza il genere, credo sia un buon libro!

Non-tiramisù al pan d’anice

Qui in Brianza accade una cosa. Intorno al weekend della festa del paese, nei negozi compare una pagnottina chiamata “pan d’anice”, che serve per fare la torta paesana (prima o poi posterò qui anche la mia ricettina). La cosa buffa è che nella ricetta occorre “mezzo pan d’anice”, dal peso imprecisato. Per cui a fine festa ti ritrovi con metà pagnottina da usare non si sa bene come.

L’anno scorso l’avevo preso industriale al supermercato, quindi l’ho mangiato a fettine dopo il pasto, era molto dolce e burroso, con la consistenza del plum cake… quest’anno invece l’ho preso artigianale, dal panettiere – occorre davvero dire che con questo la torta paesana è venuta molto meglio?! – e non si prestava ad essere mangiato da solo.

Mi sono un po’ lambiccata il cervello per capire il da farsi, finchè ho pensato che l’anice chiama il caffè, no? Per cui perchè non provare a fare un non-tiramisù al profumo di anice?

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Recensione ~ Aotheria. Il destino di Shyn

Aotheria, un continente un tempo pacifico e ordinato, oggi sull’orlo del collasso. Un territorio inesplorato per Shyn, che nel giorno del suo ventesimo compleanno, stufo di una falsa verità, scopre il suo passato andato perduto. Una scelta difficile da accettare lo porterà ad esplorare nuove frontiere, per lui considerate inaccessibili. Nuovi e vecchi compagni si uniranno al suo viaggio, facendogli scoprire il resto del mondo, molto più complesso di quello che poteva immaginare. Potrà fidarsi o lo tradiranno alla prima occasione? Il duro addestramento sarà sufficiente per affrontare i pericoli a cui andrà incontro? Riuscirà a compiere il suo destino?

Classificazione: 3 su 5.

Un bel fantasy semplice, adatto a tutti, leggero e gradevole, che ha tutte le caratteristiche tipiche dei classici di questo genere senza la pesantezza di alcuni titoli.

C’è l’eroe che cerca sè stesso e il suo passato, il compagno di viaggio burbero, la giovane maga in crisi… mi è piaciuta soprattutto la costruzione di Aotheria, è ben pensata e proposta anche in una mappa che ne aiuta la comprensione. Sia la rappresentazione dei paesi che delle razze è secondo me originale, non ci sono i soliti personaggi di sempre, Flavio ci ha messo sicuro del suo, io l’ho apprezzato molto.

Tra i personaggi, più che il protagonista, ho apprezzato molto l’alux che lo accompagna: le sue risposte e la sua impazienza davanti a qualche uscita particolarmente ingenua di Syn mi hanno fatto sorridere! Anche sul finale ho gradito molto il ruolo che gli è stato dato, non scontato e molto giusto. Sarei curiosa invece di conoscere meglio la protagonista femminile, a mio parare un po’ più abbozzata degli altri due…

La storia è ben scritta e lo stile gradevole, anche se avrei forse apprezzato una lentezza maggiore nel racconto: con il fatto che si tratta di una storia fantasy, una maggiore descrizione degli ambienti per calarsi meglio in questo mondo così ben immaginato sarebbe stata bella, mi è un po’ mancata. Mi sarebbe piaciuto anche un maggiore approfondimento dei personaggi, soprattutto delle relazioni tra loro e dei loro sentimenti ed emozioni nei vari punti del viaggio…

La quest che occupa la seconda metà del romanzo però mi ha appassionato molto: l’ho trovata a metà tra il romanzo e il videogioco, ritmata, veloce, piena di azione! La rapidità con cui accadono le cose, infatti, se da una parte ti fa “assaporare” meno il mondo in cui si svolgono, dall’altra ti permette di procedere velocemente nella storia e quindi rende questo libro adatto anche a lettori più giovani che magari cercano più azione e un libro non eccessivamente lungo.

Ringrazio Flavio per avermi permesso di leggere questo libro e anche di avermi già mandato il seguito della storia: sono curiosa di scoprire cosa succederà!