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Recensione ~ La distanza tra le stelle, L. Brooks-Dalton

Questa è la storia di due solitudini. Augustine è bloccato al polo, con la sola compagnia di una misteriosa bambina, solo in mezzo al gelo e al freddo della tundra. Sully è bloccata su una navicella di ritorno da Giove, insieme a cinque compagni, che veleggiano verso la terra, da cui non ricevono più segnali di risposta. Le loro vite scorrono parallele, inconsapevoli della loro somiglianza, entrambe legate alle stelle e a quello spazio vuoto che le raccoglie attorno alla Terra.

Fino all’ultima pagina, ho pensato che avrei dato 5 stelle a questo libro. Poi mi sono accorta che era finito e ho deciso di darne 4.

Penso però che questa decisione sia dovuta al fatto che di questo libro ho amato soprattutto l’ambientazione: stelle e lande nordiche e desolate. Dopo essere stata in Islanda ho veramente assaporato le notti artiche, il gelo e la tundra sterminata. E i cieli. La vita sulla navicella spaziale era altrettanto emozionante da vivere nei panni di Sully. E guardate che copertina. Parliamone.

La storia raccontata secondo me non è particolarmente degna di nota. Ci sono diversi tratti scontati e anche i due personaggi, sebbene ben tratteggiati, non mi sono sembrati particolarmente vivi e vibranti. Ciononostante ho apprezzato alcuni piccoli segnali che mi hanno fatto anticipare i colpi di scena, perchè ben dosati e quindi ti strappavano un sorriso quando la cosa veniva svelata e la tua intuizione confermata.

E anche se il contatto tra i due personaggi è scontato (e anche abbastanza superfluo secondo me, non incide particolarmente sulle loro vite), i temi di “vita normale”, “solitudine” e “famiglia” sono più che mai intensi, letti in queste settimane di reclusione e quarantena, e ne ho apprezzato le riflessioni.

Il finale però mi ha delusa tantissimo, perchè

non svela il mistero principale del romanzo, cosa che mi ha lasciato con un enorme disappunto. Lo so che non è importante sapere cos’è successo sulla terra, ma tutte le “possibilità” che si aprono per Sully dipendono anche da quello, no?

Ma a parte questo finale monco, credo che sia davvero un libro intenso, pieno di descrizioni affascinanti e di posti meravigliosi da immaginare mentre si legge!

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5/101 • Fare i pancake

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Recensione ~ Robin Hood, A. Dumas

Robin Hood è nato e cresciuto nella casa del guardaboschi, con i suoi genitori adottivi Gilbert e Margaret. La sua vita scorre serena, Robin è bello, felice, abile con il bastone e ancora di più con l’arco e le frecce. Un mattino, dopo aver sventato un tentato omicidio, conosce Allan de Clare e sua sorella. I due si stanno dirigendo al castello del Barone di Nottingham per chiedere la mano della figlia del Barone, lady Christabel. Ma quando il barone rivelerà che non solo non è d’accordo all’unione ma che desidera anche imprigionare e forse uccidere Allan, Robin dovrà entrare in azione, fiancheggiato da un burbero frate e un mastodontico gigante di nome Little John.

Posso dire che è stata una discreta delusione? Adoro la storia di Robin Hood e cerco di leggere tutti i libri che la raccontano, in qualsiasi versione… ma questa proprio non mi è piaciuta!

Lo stile è stata la cosa che ho trovato più particolare e il motivo per cui ho tollerato il libro in generale: sembrava di sentire una persona che raccontava una storia a voce, e questo stile, un po’ antico e un po’ colloquiale, si sposava bene con il resto del libro. Le avventure non sono male, anche se sono un ritornello abbastanza sempre simile, e i personaggi maschili si distinguono tra loro molto bene: Robin Hood, Little John, fra Tuck, Will… ognuno di loro è caratterizzato da uno stile, un modo di parlare e un modo di fare molto preciso. I personaggi femminili, invece… stendiamo un velo pietoso! Non fanno altro che piangere, sospirare e svenire. Pensavo fosse perchè erano calati nella loro epoca, ma poi è arrivata Maude. Intelligente, sveglia, spigliata, coraggiosa. Niente a che vedere con Marian e Christabel, diciamocelo. Però… però di fronte a cotanto ardore {seleziona per vedere lo spoiler}

Robin prima la sbaciucchia e poi la pianta in asso, perchè il suo cuore è per Marian. Primo come fai ad averla scelta, manco la conosci e non è che abbia tutta ‘sta personalità. E poi forse ci dovevi pensare prima di fare lo svenevole con Maude, no? E niente, da quel momento in poi pure Maude diventa una tutta lacrime e sospiri, perdendo il suo brio.

A coronare il tutto c’è il fatto che la storia – che parla di Robin dalla sua nascita fino ai vent’anni – finisce troncata a metà. Questo perchè, ma l’ho scoperto dopo, è solo la prima metà del racconto. La seconda non sono riuscita a capire come trovarla, cosa che mi ha irritato ancora di più! Quindi, no, davvero no. Questo libro non vale proprio la pena!

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3/101 • Decorare le tazze Lord&Lady

Avevamo queste tazze bianche da un paio d’anni, causa un lavaggio in lavastoviglie che ha staccato la pellicola decorativa che le ricopriva. era da tempo che ci dicevamo “dobbiamo decorarle” e avevamo anche comprato i pennarelli apposta… e niente, questo periodo di quarantena è stato perfetto per portare a termine il progetto! Essendo tazzone in stile “caffè americano” io e Matt abbiamo scelto i nomi dei nostri alter ego di Bones, Booth e Brennan ❤️.