Recensione ~ Per sempre Stargirl, J. Spinelli

È trascorso un anno da quando Stargirl ha lasciato L’Arizona e Leo, il suo non-ragazzo. È a lui che decide di scrivere una lettera/diario lunga un anno in cui gli racconterà della Pennsylvania e degli strani abitanti che la circondano in questa sua nuova vita. Dalla sua migliore amica – una peste di sei anni chiamata Dootsie – ad Alvina, bloccata in quel momento ingrato tra infanzia e adolescenza; da Charlie, che passa il suo tempo a tacere insieme a Grace, a Betty Lou, agorafobica stravagante con la passione per le ciambelle. E un misterioso ragazzo dagli occhi azzurri che compare improvvisamente quando meno se lo aspetta e la mette sempre più in crisi, facendole chiedere se quella lettera la spedirà mai davvero.

Classificazione: 1 su 5.

Gente, che delusione!

Per tutto il libro mi sono detta: ecco, adesso arriva la svolta, adesso succede qualcosa, adesso avviene l’evento culminante del libro… e invece no. Non solo non succede niente, ma questa Stargirl non c’entra un’emerita mazza con la Stargirl del libro precedente – che invece vi consiglio di leggere e di cui trovate la recensione qui.

Non so se è stato il modo in cui questo libro è scritto (un diario/lettera scritto da Stargirl), ma non l’ho trovato per niente coinvolgente. Mi è sembrato che la storia proseguisse per scenette, per personaggi assurdi e di cui vengono tratteggiati piccoli dettagli senza mai raccontarci una vera storia su di loro. Alla fine Alvina continua a prendere a botte i ragazzi? E l’uomo misterioso con il cappotto azzurro e il berretto verde, qual è la sua storia? Il suo passato, il suo futuro?

La platea di personaggi strani c’è tutta, ma gli eventi che vivono insieme alla protagonista sono tutti slegati tra loro… non so, forse è una strategia, un po’ come raccontare delle scenette, ma non viene “raccontato” niente davvero, si rimane con la sensazione di aver letto un’accozzaglia di idee sparse che non avevano un reale collegamento logico. Anche gli eventi più “clou”, come quello in cui Stargirl si ritrova in pericolo verso la fine del libro, non ha conseguenze, è piazzato lì senza senso, senza essere raccontato nè durante nè dopo, come se l’autore non sapesse come raccontare la festa di Halloween e allora si è inventato qualcosa per bypassarla senza dare spiegazioni.

In più non mi è piaciuto nemmeno il tema del libro. Il primo parla di essere sè stessi, del sottile equilibrio tra originalità e stranezza, della fatica di essere sè stessi e di essere accettati dagli altri… questo boh. A tratti il romanzo sembra passare il messaggio che vivere nel passato è una fatica, ma Stargirl per l’intero romanzo vive nel passato, crogiolandosi nel dolore per Leo (che comunque aveva preferito Susan a Stargirl, quindi va anche un po’ contro il messaggio del primo libro per come la vedo io). Anche tutti gli altri personaggi – Charlie e Betty Lou per esempio – soffrono perchè vivono nel passato. Eppure alla fine non c’è un vero messaggio in questo senso. Anzi, esplicitamente si dice di vivere nel presente, ma poi in realtà tutti, Stargirl compresa, continuano a vivere nel passato.

Non ho potuto affezionarmi davvero a nessun personaggio, perchè appunto sono tutti buttati lì senza raccontare mai la loro storia, e devo dire che non ci ho trovato nemmeno tutti quei dettagli e piccoli gesti che Stargirl aveva tirato fuori nella prima storia. Perfino il titolo, “Per sempre Stargirl” mi sembra una presa in giro!

L’ultima pagina è secondo me stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: è un controsenso enorme, perchè esplicitamente dice che lei andrà avanti, quando in realtà quello che scrive testimonia esattamente il contrario, come a dire che non si può andare avanti, che se il tuo primo amore ti ha lasciato ti pensa comunque ancora ed è giusto che anche tu continui a pensarlo e ad amarlo per ricontrarlo poi un giorno e stare insieme.

Era meglio che mi tenevo il primo senza leggere questo seguito, ecco.


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